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Posizionare il QR Code nel vino e nei prodotti agrifood: La guida completa [2021]

Vediamo insieme dove mettere il QR Code sul prodotto agrifood, una decisione fondamentale che determina chi vedrà il nostro codice e in quale momento dell’esperienza di acquisto.

Una volta scelta la destinazione del nostro QR code nel nostro ultimo blog post non ci resta che decidere dove posizionarlo.

Vedremo ora le differenze tra i vari tipi di packaging, e su come integrarli con i QR code. Faremo poi un approfondimento sulla bottiglia, che in Italia è la regina del packaging e merita alcuni appunti dedicati.

Quindi, dove lo mettiamo questo benedetto QR code?

Tipo di packaging

Packaging primario

Il packaging primario è il primo rivestimento del prodotto: alcuni esempi sono la bottiglia di vino o di birra, la lattina, il pacco di biscotti o di pasta. Può essere fatto di carta, cartone, cartoncino, plastica, vetro o metallo, e solitamente riporta la lista degli ingredienti, la data di scadenza e i simboli di avvertimento.

Questa parte del packaging è destinata al consumatore ed è fondamentale nella presentazione del prodotto. In generale dovremmo cercare di utilizzare grafiche di piccole dimensioni, essendo lo spazio limitato, e ridurre eventuali testi o istruzioni al minimo, una call to action di poche parole al massimo. In questo caso risultano adatti i QR code che portano il consumatore più vicino al prodotto stesso come unità, quindi alla sua storia e alle sue caratteristiche.

Packaging secondario

Il packaging secondario è il rivestimento successivo, quello che avvolge il packaging primario ma non contiene direttamente il prodotto, ad esempio la parte in cartoncino delle confezioni di birra oppure le scatole dei medicinali.

In questa parte del packaging, anch’essa dedicata al consumatore (ad eccezione dei prodotti destinati all’horeca), di solito è il brand a fare da padrone, ed è per questo più adatta a QR Code che riportino al sito dell’azienda, oppure ai canali social o ancora a offerte e coupon per altri prodotti della stessa linea.

Esempio di QR Code nel packaging secondario

In questo caso lo spazio disponibile è generalmente superiore, per cui è possibile utilizzare un QR code più grande e allegare anche delle istruzioni dettagliate per l’utilizzo, aumentando così la probabilità di ottenere scansioni.

Packaging terziario

Il packaging terziario è il contenitore finale del prodotto, utilizzato per lo stoccaggio in magazzino e il trasporto, come gli imballaggi o gli scatoloni di cartone ondulato. In questo caso è probabile che a visionare il QR code non sia un privato bensì un professionista, e questo va tenuto a mente quando si sceglie la destinazione del codice in questione. In questo caso infatti potrebbe essere più utile includere informazioni tecniche, invece che link ai social media e pagine di storytelling.

Design della confezione

Una volta scelto il target del nostro QR e di conseguenza il tipo di packaging in cui lo inseriremo, dobbiamo decidere come integrarlo nel design della confezione esistente.

Vediamo un po’ di casi diversi in cui varia il grado di libertà con cui ci possiamo muovere, e cerchiamo soluzioni ad eventuali problemi che potrebbero sorgere.

Confezione personalizzata

Nel primo caso la risposta è semplice: l’ideale è creare un nuovo design della confezione che includa anche un piccolo spazio per il codice, insieme ad una breve frase che inviti il consumatore a scansionarlo. Questo naturalmente potrà essere fatto solamente se i prodotti in questione devono ancora essere etichettati o confezionati.

La soluzione ideale è integrare il QR code nella grafica esistente.

Packaging generico o non modificabile

Se non hai la possibilità di modificare il design della tua confezione, magari perchè hai già mandato in stampa le etichette, l’alternativa più semplice e veloce è senza dubbio l’etichetta adesiva. Economica, rapida da applicare e appariscente, l’etichetta permette di applicare un codice QR a praticamente qualsiasi prodotto confezionato.

Prodotto senza confezione

Prodotti freschi, come possono essere frutta o prodotti da forno, non consentono di applicare direttamente un codice QR. In questo caso la scelta migliore è probabilmente quella di posizionare il codice direttamente nell’espositore, tramite un cartellino in plastica o cartoncino.

Per un prodotto sfuso una possibile soluzione è inserire il codice nell’espositore

Sul fronte o sul retro?

La posizione del QR dipende da cosa vuoi ottenere. Se la tua intenzione è quella di attrarre nuovi consumatori e aumentare le vendite, l’ideale è posizionare il codice sul fronte della confezione: in questo modo il codice verrà visto dalle persone anche quando il prodotto è esposto sugli scaffali dei negozi, e potrà incuriosire il consumatore e indurlo a scegliere il tuo prodotto piuttosto che quello della competizione.

Se invece la tua intenzione è quella di fidelizzare ulteriormente i clienti che hai già acquisito, sarà sufficiente posizionarlo sul retro della confezione, impattando in maniera minore il design e lasciando che il consumatore lo scansioni in un secondo momento, magari a casa e con più calma.

QR Code sulle bottiglie

Vorrei spendere qualche paragrafo in più sull’utilizzo dei QR code nelle bottiglie, data l’importanza della produzione italiana di prodotti che usano questo tipo di packaging, primi fra tutti vini, liquori e oli d’oliva.

Inserire un QR code in una bottiglia non è per niente semplice: lo spazio è poco e le superfici sono curve, rendendo più difficile la scansione man mano che ci si avvicina al collo della bottiglia. Analizziamo i pro e contro delle varie possibili soluzioni.

Etichetta frontale

Inserire il QR code nell’etichetta frontale è sicuramente una mossa tanto coraggiosa quanto funzionale: probabilmente il codice sarà scansionato da un sacco di clienti, ma lo svantaggio evidente sarà l’impatto estetico sulla bottiglia. Sconsigliato se l’eleganza è un caposaldo del tuo brand.

Controetichetta

Inserire il QR code nella controetichetta è la soluzione in assoluto più comune e meno invasiva. Solitamente si riesce a ritagliare uno spazio sufficiente a inserire il QR, e si ottiene un buon compromesso di funzionalità ed estetica, in quanto non si va a intaccare l’etichetta frontale.

Adesivo

Un adesivo, con la scelta giusta di colori e materiali, può essere un’ottima scelta. Innanzitutto non necessita una ristampa dell’etichetta, e può essere posizionato con la massima flessibilità in qualsiasi punto della bottiglia, perfino nel collo se si tratta di un QR code molto piccolo.

Anche in questo caso il rischio è quello di rendere meno elegante l’estetica complessiva della bottiglia. È per questo importante scegliere un adesivo il cui design sia coerente con il resto del packaging, e posizionarlo in maniera tale che non rompa la simmetria della bottiglia.

Alcuni esempi degli adesivi utilizzati dai clienti di QualityChain (da sinistra: Terraliva, Vini Apuani, Olio Borrelli, De Toma Wine)

Cordino e targhetta

Un’alternativa che non intacca la confezione originale è quella della targhetta appesa al collo della bottiglia con un cordino. Questa soluzione permette di non dover rifare le etichette e le confezioni, ma ha un costo maggiore rispetto all’adesivo e comporta un rischio maggiore che il QR code si perda durante il trasporto della bottiglia.

Collarino in cartone

Un’altra soluzione possibile è l’utilizzo di un collarino in cartone, per il quale valgono in gran parte le stesse osservazioni fatte per la soluzione precedente. La struttura in cartoncino potrebbe risultare più ordinata e aumentare la visibilità del QR code, ma è allo stesso tempo più soggetta a pieghe e strappi che potrebbero rovinarla.

E adesso?

Ora hai tutta la conoscenza necessaria a scegliere il miglior posizionamento del QR Code sul tuo prodotto.

Nel prossimo articolo scopriremo insieme quali colori, dimensioni e materiali dovrai usare per aumentare al massimo la leggibilità e l’efficacia del tuo codice.

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About QualityChain

QualityChain aiuta le PMI del comparto agroalimentare italiano a trasformare i loro prodotti da semplici oggetti in esposizione a vere e proprie esperienze digitali capaci di esaltare la loro l’unicità. QualityChain è uno spazio trasparente, a portata di smartphone, in cui condividere con i consumatori la storia e i valori dei piccoli produttori italiani, una vetrina da cui osservare le mani sapienti che lavorano la terra, il vino, il pane, e tutto ciò che di buono producono le nostre aziende.

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