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Posizionare il QR Code nel vino e nei prodotti agrifood: La guida completa [2021]

Vediamo insieme dove mettere il QR Code sul prodotto agrifood, una decisione fondamentale che determina chi vedrà il nostro codice e in quale momento dell’esperienza di acquisto.

Una volta scelta la destinazione del nostro QR code nel nostro ultimo blog post non ci resta che decidere dove posizionarlo.

Vedremo ora le differenze tra i vari tipi di packaging, e su come integrarli con i QR code. Faremo poi un approfondimento sulla bottiglia, che in Italia è la regina del packaging e merita alcuni appunti dedicati.

Quindi, dove lo mettiamo questo benedetto QR code?

Tipo di packaging

Packaging primario

Il packaging primario è il primo rivestimento del prodotto: alcuni esempi sono la bottiglia di vino o di birra, la lattina, il pacco di biscotti o di pasta. Può essere fatto di carta, cartone, cartoncino, plastica, vetro o metallo, e solitamente riporta la lista degli ingredienti, la data di scadenza e i simboli di avvertimento.

Questa parte del packaging è destinata al consumatore ed è fondamentale nella presentazione del prodotto. In generale dovremmo cercare di utilizzare grafiche di piccole dimensioni, essendo lo spazio limitato, e ridurre eventuali testi o istruzioni al minimo, una call to action di poche parole al massimo. In questo caso risultano adatti i QR code che portano il consumatore più vicino al prodotto stesso come unità, quindi alla sua storia e alle sue caratteristiche.

Packaging secondario

Il packaging secondario è il rivestimento successivo, quello che avvolge il packaging primario ma non contiene direttamente il prodotto, ad esempio la parte in cartoncino delle confezioni di birra oppure le scatole dei medicinali.

In questa parte del packaging, anch’essa dedicata al consumatore (ad eccezione dei prodotti destinati all’horeca), di solito è il brand a fare da padrone, ed è per questo più adatta a QR Code che riportino al sito dell’azienda, oppure ai canali social o ancora a offerte e coupon per altri prodotti della stessa linea.

Esempio di QR Code nel packaging secondario

In questo caso lo spazio disponibile è generalmente superiore, per cui è possibile utilizzare un QR code più grande e allegare anche delle istruzioni dettagliate per l’utilizzo, aumentando così la probabilità di ottenere scansioni.

Packaging terziario

Il packaging terziario è il contenitore finale del prodotto, utilizzato per lo stoccaggio in magazzino e il trasporto, come gli imballaggi o gli scatoloni di cartone ondulato. In questo caso è probabile che a visionare il QR code non sia un privato bensì un professionista, e questo va tenuto a mente quando si sceglie la destinazione del codice in questione. In questo caso infatti potrebbe essere più utile includere informazioni tecniche, invece che link ai social media e pagine di storytelling.

Design della confezione

Una volta scelto il target del nostro QR e di conseguenza il tipo di packaging in cui lo inseriremo, dobbiamo decidere come integrarlo nel design della confezione esistente.

Vediamo un po’ di casi diversi in cui varia il grado di libertà con cui ci possiamo muovere, e cerchiamo soluzioni ad eventuali problemi che potrebbero sorgere.

Confezione personalizzata

Nel primo caso la risposta è semplice: l’ideale è creare un nuovo design della confezione che includa anche un piccolo spazio per il codice, insieme ad una breve frase che inviti il consumatore a scansionarlo. Questo naturalmente potrà essere fatto solamente se i prodotti in questione devono ancora essere etichettati o confezionati.

La soluzione ideale è integrare il QR code nella grafica esistente.

Packaging generico o non modificabile

Se non hai la possibilità di modificare il design della tua confezione, magari perchè hai già mandato in stampa le etichette, l’alternativa più semplice e veloce è senza dubbio l’etichetta adesiva. Economica, rapida da applicare e appariscente, l’etichetta permette di applicare un codice QR a praticamente qualsiasi prodotto confezionato.

Prodotto senza confezione

Prodotti freschi, come possono essere frutta o prodotti da forno, non consentono di applicare direttamente un codice QR. In questo caso la scelta migliore è probabilmente quella di posizionare il codice direttamente nell’espositore, tramite un cartellino in plastica o cartoncino.

Per un prodotto sfuso una possibile soluzione è inserire il codice nell’espositore

Sul fronte o sul retro?

La posizione del QR dipende da cosa vuoi ottenere. Se la tua intenzione è quella di attrarre nuovi consumatori e aumentare le vendite, l’ideale è posizionare il codice sul fronte della confezione: in questo modo il codice verrà visto dalle persone anche quando il prodotto è esposto sugli scaffali dei negozi, e potrà incuriosire il consumatore e indurlo a scegliere il tuo prodotto piuttosto che quello della competizione.

Se invece la tua intenzione è quella di fidelizzare ulteriormente i clienti che hai già acquisito, sarà sufficiente posizionarlo sul retro della confezione, impattando in maniera minore il design e lasciando che il consumatore lo scansioni in un secondo momento, magari a casa e con più calma.

QR Code sulle bottiglie

Vorrei spendere qualche paragrafo in più sull’utilizzo dei QR code nelle bottiglie, data l’importanza della produzione italiana di prodotti che usano questo tipo di packaging, primi fra tutti vini, liquori e oli d’oliva.

Inserire un QR code in una bottiglia non è per niente semplice: lo spazio è poco e le superfici sono curve, rendendo più difficile la scansione man mano che ci si avvicina al collo della bottiglia. Analizziamo i pro e contro delle varie possibili soluzioni.

Etichetta frontale

Inserire il QR code nell’etichetta frontale è sicuramente una mossa tanto coraggiosa quanto funzionale: probabilmente il codice sarà scansionato da un sacco di clienti, ma lo svantaggio evidente sarà l’impatto estetico sulla bottiglia. Sconsigliato se l’eleganza è un caposaldo del tuo brand.

Controetichetta

Inserire il QR code nella controetichetta è la soluzione in assoluto più comune e meno invasiva. Solitamente si riesce a ritagliare uno spazio sufficiente a inserire il QR, e si ottiene un buon compromesso di funzionalità ed estetica, in quanto non si va a intaccare l’etichetta frontale.

Adesivo

Un adesivo, con la scelta giusta di colori e materiali, può essere un’ottima scelta. Innanzitutto non necessita una ristampa dell’etichetta, e può essere posizionato con la massima flessibilità in qualsiasi punto della bottiglia, perfino nel collo se si tratta di un QR code molto piccolo.

Anche in questo caso il rischio è quello di rendere meno elegante l’estetica complessiva della bottiglia. È per questo importante scegliere un adesivo il cui design sia coerente con il resto del packaging, e posizionarlo in maniera tale che non rompa la simmetria della bottiglia.

Alcuni esempi degli adesivi utilizzati dai clienti di QualityChain (da sinistra: Terraliva, Vini Apuani, Olio Borrelli, De Toma Wine)

Cordino e targhetta

Un’alternativa che non intacca la confezione originale è quella della targhetta appesa al collo della bottiglia con un cordino. Questa soluzione permette di non dover rifare le etichette e le confezioni, ma ha un costo maggiore rispetto all’adesivo e comporta un rischio maggiore che il QR code si perda durante il trasporto della bottiglia.

Collarino in cartone

Un’altra soluzione possibile è l’utilizzo di un collarino in cartone, per il quale valgono in gran parte le stesse osservazioni fatte per la soluzione precedente. La struttura in cartoncino potrebbe risultare più ordinata e aumentare la visibilità del QR code, ma è allo stesso tempo più soggetta a pieghe e strappi che potrebbero rovinarla.

E adesso?

Ora hai tutta la conoscenza necessaria a scegliere il miglior posizionamento del QR Code sul tuo prodotto.

Nel prossimo articolo scopriremo insieme quali colori, dimensioni e materiali dovrai usare per aumentare al massimo la leggibilità e l’efficacia del tuo codice.

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QualityChain aiuta le PMI del comparto agroalimentare italiano a trasformare i loro prodotti da semplici oggetti in esposizione a vere e proprie esperienze digitali capaci di esaltare la loro l’unicità. QualityChain è uno spazio trasparente, a portata di smartphone, in cui condividere con i consumatori la storia e i valori dei piccoli produttori italiani, una vetrina da cui osservare le mani sapienti che lavorano la terra, il vino, il pane, e tutto ciò che di buono producono le nostre aziende.

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QR Code: 8 idee per Ristorazione e Produzione Agrifood

E-commerce, storytelling e tracciabilità: ecco alcuni ambiti di applicazione del QR Code nei settori dell’Horeca e della produzione e vendita di prodotti agroalimentari.

Dopo l’articolo del mese scorso, in cui abbiamo visto vari modi “generici” di usare il QR Code nel settore agri-food, vediamo ora insieme degli ambiti di applicazione specifici per la ristorazione e per il settore produttivo.

Produzione

Partiamo da alcuni casi studio nel settore della produzione e la vendita, principalmente al dettaglio ma anche all’ingrosso, di prodotti agroalimentari a marchio.

Link all’e-commerce

Il tuo prodotto è il tuo ambasciatore nella casa del cliente: ti permette di parlare con lui anche dopo l’acquisto, e magari spingerlo a visitarlo al tuo shop online. Un QR code che riporta al tuo e-commerce può aumentare la probabilità che il consumatore acquisti nuovamente il tuo prodotto. Il cliente ha provato la tua bottiglia di vino al ristorante? Una scansione può facilmente trasformarsi nell’acquisto online di un’intera cassa! Il QR code ti permette di sfruttare il tuo packaging e massimizzarne la resa dall’inizio alla fine dell’esperienza d’acquisto.

Ricette e istruzioni

Avete presente le ricette scritte con caratteri microscopici sulle confezioni della pasta? Con un QR code si possono condividere ricette ben leggibili, piene di immagini, video esplicativi e addirittura commenti degli altri utenti. E questo vale per qualsiasi prodotto agri-food, dalla pasta al liquore: sareste sorpresi dal numero di persone che giornalmente cercano la ricetta dello spritz su google!

Storytelling

Un prodotto è molto più di un’etichetta. Dietro ogni confezione c’è un mondo fatto di persone, storia, tradizioni e metodi produttivi che non vengono raccontati al consumatore, e che oggi grazie ai QR code possono invece essere condivisi e valorizzati appieno.

Come fare? Il metodo più diretto è trovare un grafico, uno sviluppatore e creare una pagina web ad hoc sul tuo sito. La riempi con tutto quello che ti viene in mente, la colleghi al QR e il gioco è fatto.

developer and designer work on qr code webpage

Non hai uno sviluppatore e un grafico? Magari puoi cavartela così: crea un pdf con le stesse informazioni, chiedi al tuo webmaster di caricarlo sul tuo sito e collegalo al tuo QR code, una soluzione poco elegante ma assolutamente funzionale.

qr code linked to pdf

Non hai nemmeno il webmaster, o non vuoi accontentarti di una soluzione approssimativa? Qui dovrai perdonarmi un po’ di auto-pubblicità in quanto QualityChain, la società di cui sono co-fondatore, si occupa proprio di questo tema.

QualityChain è uno strumento che permette ai produttori di creare in maniera semplice ed economica una fantastica pagina prodotto collegata a un QR, pagando solamente un piccolo abbonamento alla portata di qualsiasi azienda, anche delle più piccole.

qualitychain beautiful QR codes

L’intera esperienza è pensata per essere il più semplice possibile per il produttore, richiede solamente pochi minuti e tanto amore per il proprio prodotto. Al momento stiamo offrendo una prova gratuita di un mese, perciò se sei interessato contattaci al più presto sul nostro sito oppure sui nostri social e ti aiuteremo a capire se QualityChain fa per te.

Detto ciò, non importa che strada tu decida di prendere per raccontare il tuo prodotto: l’importante è farlo, informando il consumatore su ciò che lo rende speciale e mettendolo nella condizione di fare una scelta consapevole nel suo prossimo acquisto.

Tracciabilità

Il prossimo tema che affrontiamo è quello della tracciabilità, in quanto il QR code risulta essere una tecnologia chiave nella condivisione delle informazioni sulla filiera con il consumatore. Utilizzando un QR code dall’inizio alla fine del processo produttivo è infatti possibile registrare l’intero storico del singolo lotto di produzione (o addirittura del singolo prodotto). Ricordiamo infatti che i QR nascono per tracciare i pezzi delle automobili Toyota, e quindi sono naturalmente perfetti per questo tipo di applicazione.

supply chain

A livello di standard industriali, è bene sapere che GS1, l’associazione non-profit dedicata allo sviluppo e all’implementazione degli standard a livello mondiale, ha sviluppato uno standard per l’utilizzo del QR code. Data la natura tecnica dello standard non mi dilungherò troppo su questo punto, e a chi fosse interessato mi limiterò a offrire alcune risorse utili: a questo link trovi una presentazione tecnica dello standard, mentre qui puoi trovare un elenco completo degli identificatori GS1.

A questo punto vale la pena di menzionare la tecnologia blockchain, che sempre più viene utilizzata per rendere indelebili le informazioni registrate dai produttori, di fatto responsabilizzandoli davanti ai loro consumatori. A differenza di un normale sito web che può cambiare dall’oggi al domani, una registrazione su blockchain è “scolpita su pietra”, qualsiasi modifica lascia una traccia, e questo raddoppia l’attenzione del produttore su quello che dice riguardo al suo prodotto.

blockchain traceability

Questa caratteristica la rende naturalmente perfetta per registrare i dati relativi alla tracciabilità, motivo per il quale sono nati molti software (tra cui QualityChain). che fanno proprio questo. Se vuoi sapere di più riguardo alla tracciabilità blockchain ti rimando a questo blog post, che spiega in maniera più approfondita i vari tipi di servizi disponibili in questo settore.

Ristorazione

Passiamo ora al mondo della ristorazione e più in generale dell’Horeca, e vediamo qualche soluzione che può aiutarti a rendere migliore l’esperienza dei tuoi clienti tramite l’uso di QR code.

Menù digitale

Senza dubbio avrai già avuto esperienze con questa applicazione del QR code: a causa della pandemia moltissimi ristoratori hanno sostituito i menù fisici con i menù digitali, accessibili dai tavoli tramite QR code appositi. Questa soluzione, nonostante manchi del fascino della precedente, si è rivelata molto utile nel prevenire la diffusione del virus, ed è ormai una scelta molto comune nel settore.

menu digitale

Ma bisogna essere ottimisti, e guardare a un domani in cui i nostri elaborati menù cartacei potranno tornare sui tavoli dei ristoranti. In quel caso, che si potrà fare con i QR code? Un’idea potrebbe essere quella di inserire un QR code per ciascun piatto, collegandolo a una pagina che ne descriva in maniera approfondita le caratteristiche, con fotografie professionali che facciano venire l’acquolina in bocca al tuo cliente.

Rete WiFi

Stufi dei clienti che ogni cinque minuti chiedono la password del WiFi? Hai presente quando dicono “L’ho digitato giusto ma non funziona” e in realtà non hanno azzeccato una lettera? Un QR code può salvare le credenziali di accesso alla tua rete: mettine uno in ogni tavolo e il gioco è fatto.

wifi, google mybusiness, booking.com, tripadvisor logos
Recensioni

Puoi usare un QR code per spingere i tuoi clienti a darti una valutazione su un sito di rating, ad esempio TripAdvisor o Google Business. Un link alla tua pagina aumenterà sensibilmente la possibilità di una recensione, e di conseguenza la tua visibilità online.

Intrattenimento a domicilio

Il tuo locale è famoso per la musica dal vivo, ma ai tuoi clienti piace anche ordinare a domicilio? Potresti registrare un concerto della band a locale vuoto, caricarlo su YouTube e collegarlo a un QR code nel packaging del tuo delivery. In questo modo i tuoi clienti più affezionati potranno godersi un po’ della tua classica atmosfera direttamente sul loro divano.

vetrina con qr code
Informazioni quando l’attività è chiusa

Potresti apporre un QR code sulla tua vetrina o sulla tua saracinesca, in modo che quando il locale è chiuso i passanti possano scoprire informazioni su orari, date di riapertura e come contattarti durante la chiusura della tua attività.

Conclusione

Avrai capito che i modi per utilizzare questa tecnologia non mancano: sta a te ora trovare l’idea più originale ed efficace per migliorare la comunicazione della tua azienda.

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Come migliorare la comunicazione agrifood con i QR Code

Esploriamo tutti i modi in cui i QR code possono arricchire la tua strategia di comunicazione, sia nel campo della produzione che della ristorazione e dei servizi.

In questo articolo affronteremo quella che è senza dubbio la parte più importante di qualsiasi campagna di marketing basata sui QR code: la destinazione del codice!

Quale informazione vogliamo fornire al cliente? È proprio qui che potrai sbizzarrirti: nelle prossime pagine esploreremo decine di modi in cui potrai utilizzare i QR code per arricchire la tua strategia di comunicazione.

In questo articolo ci concentreremo su idee adatte a qualsiasi azienda in campo agrifood, mentre in futuro pubblicheremo articoli specifici per la ristorazione e per il settore della produzione e della trasformazione. Segui la nostra pagina linkedin per non perderteli!

QR Code per tutti i palati

Sito Web

Il grande classico dei QR code! Sono pronto a scommettere che se andassi a frugare tra gli scaffali di un supermarket, scansionando ogni QR code che ti capita a portata di mano, troveresti che nove su dieci (di quelli funzionanti) puntano alla homepage del sito web dell’azienda produttrice.

Questa soluzione, sebbene in molti casi aiuti il cliente a trovare quello che cerca, denota una certa mancanza di fantasia: è un’occasione persa per mostrare qualcosa di dedicato al consumatore, e che abbia senso nel contesto in cui si trova. Detto ciò, meglio di niente! Se hai poco tempo e ci tieni a creare un canale in più per aumentare il traffico al tuo sito, un QR code che punti ad esso è sicuramente una buona soluzione.

Ingredienti e allergeni

Un’idea potrebbe essere quella di presentare in maniera più chiara al consumatore quali siano gli ingredienti, e in particolare gli allergeni, presenti nella tua preparazione, sia esso il piatto di un ristorante o un prodotto al dettaglio. Un vantaggio dei QR code in questo caso, specialmente se si tratta di QR code dinamici (ossia il cui link si può cambiare in qualsiasi momento), è il fatto che possano essere stampati in un primo momento, magari prima di avere le informazioni specifiche di un certo lotto di produzione, e collegati in seguito alle informazioni stesse.

zego qr code
La barretta della Zego, che riporta le informazioni sugli allergeni tramite un QR code

È quello che ha fatto Zego, una start-up statunitense che produce barrette senza glutine. L’azienda voleva fornire informazioni più specifiche sulle quantità di allergeni trovate dalle analisi nei singoli lotti di produzione, ma il problema era poter creare il packaging in anticipo senza creare ritardi nella produzione. Il QR code ha risolto questo problema, permettendo a tutti i loro clienti di avere informazioni corrette e aggiornate sul prodotto specifico che avevano acquistato.

Naturalmente questo utilizzo del QR Code è subordinato alla normativa vigente del paese in materia di allergeni, e non può sostituirsi all’indicazione obbligatoria degli allergeni in etichetta qualora essa sia prevista dalla legge. Nonostante questo, un QR Code permette di integrarla con informazioni aggiuntive che possono risultare utili per i consumatori.

Social media

Un’altra idea potrebbe essere quella di usare i QR code per portare i tuoi clienti sui tuoi canali social, in modo che possano continuare a interagire con il tuo brand e con i tuoi contenuti. Potresti chiedere loro di fare una foto al tuo prodotto e di postarla online con il tuo #hashtag, oppure di ricondividere uno dei tuoi post. Questo migliorerà l’immagine del tuo brand, aumenterà la tua visibilità sui social e favorirà nuovi acquisti da parte dei tuoi clienti.

Coupon

I coupon digitali costano meno di quelli stampati! Sono anche più difficili da perdere, restano al sicuro nello smartphone, pronti all’uso, e sono facilmente condivisibili con amici e parenti (e per di più non possono essere buttati per terra e inquinare l’ambiente). Se tra le tue strategie di marketing sono presenti offerte speciali, sconti o pacchetti dovresti sicuramente considerare l’uso del QR code per digitalizzarli. Puoi inserire il Coupon-QR nel packaging del tuo prodotto o del tuo delivery, ma anche sul tuo menù, su un volantino o su una vetrina.

Video e altri contenuti multimediali

Un QR code è anche un ottimo mezzo per condividere un video aziendale con i tuoi clienti, oppure un audio che li guidi nella degustazione di un piatto o un vino. Questo può essere ottenuto molto semplicemente caricando il video o l’audio su youtube e creando un codice QR utilizzando l’indirizzo web del video.

Packaging e impatto ambientale

Utilizzi packaging o imballaggi ecosostenibili? Un QR code può essere un ottimo modo per comunicare al tuo cliente il tuo impegno nella difesa dell’ambiente, spiegando cosa rende speciale il tuo packaging. Nel caso di un vuoto a rendere potresti anche fornire le istruzioni per la restituzione o fornire altre informazioni per sensibilizzare il cliente sulle tematiche che ti stanno a cuore.

Ora hai qualche spunto su cui riflettere nei prossimi giorni! A breve pubblicheremo articoli specifici per l’uso dei QR code nella ristorazione e nella produzione agroalimentare. Se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, segui QualityChain sui nostri canali social.

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App per QR Code: quando serve e quando no

È più semplice di quanto sembri, ci vogliono pochi minuti per imparare ma ci sono alcune differenze tra iOS e Android.

Quando si parla di QR code la domanda in assoluto più frequente (e legittima) è: serve un’App per leggerli?

E la risposta è… dipende dallo smartphone!

Infatti la maggior parte delle persone che hanno aggiornato il proprio sistema operativo negli ultimi 3 anni possono eseguire la scansione di un codice QR senza bisogno di app aggiuntive.

Facciamo riferimento allo schema seguente:

Per chi ha un iPhone nessun problema: dal modello 5s in poi (un telefono rilasciato nel 2013!) tutti i dispositivi Apple possono scansionare un QR code usando solamente la fotocamera dello smartphone.

Per chi ha Android la situazione è leggermente diversa: tutti i dispositivi con Android 9 o superiore possono leggere i QR senza bisogno di App esterne, attivando la funzione “Google Lens” della fotocamera. Tuttavia attualmente solo il 65% dei dispositivi dispongono di questa versione Android o una più recente.

Che significa per tutti gli altri?

Ebbene sì, ci sarà bisogno di scaricare un’App. Ma attenzione! Si tratterà di un lettore generico di QR code, che quindi ti consentirà di leggere TUTTI i QR code, su qualsiasi prodotto di qualsiasi marchio, non solo quelli legati a un particolare marchio o sito.

Questo significa anche che i tuoi consumatori, se hanno già usato un QR code in passato, con tutta probabilità hanno già una di queste applicazioni installate sul loro smartphone.

Qual è la miglior App per leggere i QRcode?

Ce ne sono davvero a bizzeffe, ma io ti consiglio questa, che è una delle poche senza annunci pubblicitari.

Basterà avviare l’app, inquadrare il codice QR e potrai immediatamente accedere ai contenuti che racchiude.

Ora sai tutto di come e chi può scansionare un QR code. Se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, segui QualityChain sui nostri canali social.

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I numeri del QR Code: Statistiche di utilizzo 2021

I QR Code sono una vista sempre più comune, e il loro utilizzo incrementa di anno in anno. Ma quali sono i numeri dietro questa crescita, e come cambiano da paese a paese?

In Asia, e in particolare in Cina, i QR sono dappertutto: grazie alla forte spinta dell’App WeChat, il quadratino magico è diventato di uso comune per pagamenti, visite a siti web, interazioni contactless e molto altro. Tuttavia le cose stanno cambiando anche fuori dalla Cina, in particolare da noi in Europa e dai nostri amici americani.

qr code usage in china
L’uso estensivo di QR code da parte di WeChat e Alipay, colossi tecnologici cinesi, lo ha reso una tecnologia ormai indispensabile.

QR Code: Statistiche di utilizzo

Un report di Statista del 2019 stimava che 11 milioni di famiglie statunitensi avrebbero scansionato un QR code nel 2020, mentre erano solo 9,78 milioni nel 2018, mentre nel 2019 in Europa il 25-30% della popolazione utilizzava abitualmente i QR code. In questo scenario l’Italia risulta essere il terzo paese in Europa per utilizzo di questa tecnologia.

Poi è arrivata la pandemia. Sappiamo bene come il 2020 ha cambiato le nostre vite (e il 2021 non sembra darci tregua), ma questo stravolgimento ha avuto forti effetti anche sull’utilizzo dei QR code: le ultime statistiche ci dicono che in Europa e nel Regno Unito l’82% della popolazione sa come si scansiona un QR code, e oltre il 40% della popolazione lo fa con cadenza settimanale.

qr scan menu
Il menù col QR è già diventato parte della nostra vita quotidiana

Non c’è da stupirsi. Chiunque sia andato a pranzare in ristorante da quando è scoppiata la pandemia sa bene che saper scansionare un QR code è ormai diventato necessario, anche solo per leggere il menù digitale. Questo fattore, per quanto nasca da un contesto tragico, ha permesso al QR code marketing di raggiungere nuovi livelli di efficacia.

Demografiche del QR Code

Ma chi scansiona i QR code? Come varia questa abitudine con l’età? Vediamo di seguito i dati di uno studio effettuato nel 2015 da Scanlife:

Vediamo innanzitutto una percentuale più bassa tra i più giovani, e questo può sembrarci strano: i giovani sono più bravi con la tecnologia! Ma questo dato ci rivela un’informazione fondamentale, ossia che a scansionare i QR code sono gli adulti, responsabili degli acquisti personali o familiari. Le ricerche mostrano infatti che la maggioranza degli utilizzatori ha un’età compresa tra i 24 e i 54 anni, con l’utilizzo massimo tra i 34 e i 44 anni: se la tua clientela è compresa in questa fascia dovresti considerare ancora più seriamente l’utilizzo dei QR nella tua strategia di comunicazione.

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QR Code: come funziona e a cosa serve

Li vediamo sempre più spesso, sui tavoli dei ristoranti, alle fermate del bus, sui prodotti di consumo. Ma come nasce, e soprattutto cosa è un QR code?

Se le origini di questa tecnologia e il suo effettivo funzionamento ti interessano, questo post è per te! Partiamo dalla nascita del QR code.

Le lettere QR stanno per Quick Response (“a risposta veloce”), e il famoso quadratino fu inventato nel 1994 da un’azienda giapponese, la Denso Wave, per tracciare in maniera rapida ed efficiente i pezzi delle automobili Toyota.

masahiro oda qr code creator

Masahiro Hara, manager del reparto che nel 1994 sviluppò i primi QR Code.

Il suo vantaggio principale sul codice a barre tradizionale era molto semplice: la quantità di caratteri (lettere e numeri) che poteva contenere. Guardiamo questo esempio, in cui abbiamo creato un codice a barre e un QR che riportano la stessa informazione, il primo verso della Divina Commedia:

Nel 1999 la società decide di rendere pubblica la licenza per utilizzare i QR code, e dalla seconda metà dei duemila questi trovano applicazioni sempre più numerose e nei settori più svariati.

Con un QR code è infatti possibile trasmettere una grande varietà di informazioni, ad esempio:

  • Email
  • Biglietti da visita
  • Eventi
  • Credenziali Wi-fi
  • Contatti telefonici
  • Dati di pagamento
  • Link a siti web

È proprio quest’ultima applicazione quella che ha preso più piede ai giorni nostri, in quanto la navigazione su internet ci permette di accedere a quantità pressochè infinite di informazioni. Di conseguenza il nostro esempio di prima può fare un salto di qualità:

Risulta quindi ovvio che nell’era di internet il QR code sia diventato di fatto questo: un collegamento tra il fisico e il digitale, un link tra la realtà che possiamo toccare e le informazioni che possiamo raccogliere dalla rete. È proprio questa caratteristica che con l’avvento della pandemia ha portato a una grande rinascita nell’utilizzo di questa tecnologia.

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QualityChain racconta il “Cherubino” Terraliva

L’azienda Terraliva, eccellenza olearia siciliana, ha deciso di raccontare la storia del suo extravergine pluripremiato attraverso un QR code creato con QualityChain.

Ci troviamo nei pressi del piccolo borgo montano di Buccheri, in provincia di Siracusa, nel cuore dei Monti Iblei. Qui, su un territorio vulcanico a 700 metri d’altezza, si ergono gli ulivi secolari di Terraliva: guardandoci intorno possiamo osservare cultivar autoctone antichissime, come la Tonda Iblea, la Nocellara Etnea, la Nocellara del Belice e la Zaituna. Queste varietà danno vita a dei monocultivar che inebriano i sensi con i loro caratteristici sentori di pomodoro, cardo selvatico, erbe officinali, mandorla e frutta secca.

L’amore per i cultivar autoctoni è un valore fondante di Terraliva.

Terraliva ottiene il suo extravergine unicamente dalla spremitura a freddo di olive raccolte su questi monti. È certificato Biologico, Igp Sicilia, Kosher e Halal per il rispetto e le esigenze delle religioni ebraiche e musulmane, ed ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti nel corso degli anni, come il premio speciale “Miglior IGP di Italia” del Gambero Rosso, ottenuto sia nel 2018 che nel 2020. Inoltre gli oli Terraliva sono un Presidio Slow Food.

La genuinità, la purezza, la freschezza del prodotto e il rispetto delle piante sono gli obiettivi cardine dell’azienda: per garantire ciò, la raccolta delle olive avviene esclusivamente a mano senza l’ausilio di macchinari che invece provocherebbero dei traumi al frutto e inficerebbero l’annata successiva.

Ma l’azienda non smette di fare scuola: l’ultima innovazione introdotta da Terraliva è legata allo storytelling del prodotto, e consiste nell’introduzione di un QR code applicato sulle bottiglie.

Il QR code con la scritta Watashi No Monogatari (“La mia storia” in giapponese).

Il codice, creato in collaborazione con QualityChain, permette ai consumatori in tutto il mondo di scoprire la storia dell’olio in pochi secondi e nella loro lingua originale: già nelle ultime settimane numerose bottiglie di Cherubino sono state esportate in Giappone, Germania e altri paesi, e i clienti di Terraliva hanno potuto apprezzare in maniera ancora più profonda le caratteristiche dell’olio e la filosofia dell’azienda.

Ogni informazione inserita nel codice QR è stata inoltre registrata tramite la tecnologia blockchain, che rende i dati indelebili e immuni alla contraffazione, oltre che sempre verificabili dal consumatore, in modo da ottenere la massima trasparenza.

L’attendo e consapevole design delle bottiglie Terraliva.

Allo stesso tempo però Terraliva non si ferma nell’innovazione delle tecniche: da qui l’introduzione del Protoreattore, un macchinario per la molitura all’avanguardia che garantisce un maggior carico di polifenoli, la parte più nobile dell’olio, e rende il prodotto ancora più puro e prezioso.

Persino nella fase dell’imbottigliamento permane l’attenzione all’ambiente: Terraliva predilige bottiglie in acciaio inox riutilizzabili, e utilizza la serigrafia per la maggior parte delle bottiglie, in modo da semplificare la raccolta differenziata.

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QualityChain aiuta le PMI del comparto agroalimentare italiano a trasformare i loro prodotti da semplici oggetti in esposizione a vere e proprie esperienze digitali capaci di esaltare la loro l’unicità. QualityChain è uno spazio trasparente, a portata di smartphone, in cui condividere con i consumatori la storia e i valori dei piccoli produttori italiani, una vetrina da cui osservare le mani sapienti che lavorano la terra, il vino, il pane, e tutto ciò che di buono producono le nostre aziende.

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QualityChain racconta Vini Apuani Castagnini e le leggende di Carrara

Un territorio ricco di storia e due vini d’eccellenza incontrano la tecnologia e si raccontano tramite i QR code e la tecnologia blockchain.

Ci troviamo sui colli Apuani, nei pressi di Carrara. Qui, tra le bianche cave di marmo e il mare, nasce Vini Apuani, l’azienda vitivinicola di Roberto Castagnini.

Castagnini, nato e cresciuto nei vigneti, ha appreso da suo nonno materno l’arte della coltivazione della vite, e ha deciso nei primi anni 2000 di creare un brand che raccontasse tramite il vino le storie e le leggende del suo territorio.

vini apuani roberto castagnini

La tenuta è situata nelle colline di Candia, circa cinque ettari accarezzati dalle brezze marine del Tirreno. La natura collinare del terreno rende necessario il terrazzamento del vigneto, e di conseguenza una coltivazione interamente manuale: i filari sono posti su terrazze alte fino a 70cm, e questo rende impossibile l’uso dei macchinari moderni.

I vini raccontati con QualityChain sono due: un vermentino bianco, “Beatrice”, e un vermentino nero, “Ceccardo”. Le due etichette prendono il nome da due personaggi importanti nella storia carrarese: Beatrice è infatti la Duchessa Maria Beatrice d’Este, sovrana di Massa e Carrara dal 1790 al 1829, mentre Ceccardo è San Ceccardo di Luni, vescovo di Luni nel nono secolo e santo patrono di Carrara.

Maria Beatrice d’Este, San Ceccardo di Luni e i vini a loro dedicati da Vini Apuani.

Così questi piccoli frammenti di storia sono oggi ricordati grazie a vini di altissima qualità, e resi indelebili grazie a QualityChain, che utilizza la tecnologia blockchain (spiegata facile facile qui) per rendere le informazioni sicure e sempre verificabili dai consumatori.

Sarà possibile infatti, scansionando il QR code a forma di calice apposto sulla bottiglia, scoprire la storia, i valori e le tecniche di produzione che stanno dietro a questi vini d’eccellenza, e verificarle tramite l’apposita prova blockchain. Tutto a portata di smartphone, utilizzando solo la fotocamera, nel caso degli iPhone, o un’App di scansione QR in caso di dispositivo Android.

Il design del QR code a forma di calice apposto sulle bottiglie di Vini Apuani.

Le bottiglie di Beatrice e Ceccardo, dotate di questa tecnologia, saranno ora gustate in Italia e all’estero, e permetteranno ai nuovi consumatori di conoscere ogni dettaglio del vino che si versano nel bicchiere. 

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Artigianquality Laboratorio artigianale di Mortadelle a Bologna sceglie QualityChain

Dalla bottega degli Scapin al laboratorio artigianale, l’unico baluardo della mortadella artigianale dentro le mura di Bologna ha deciso di raccontare la storia dei suoi prodotti tramite il QR code di QualityChain.

Bologna patria della mortadella artigianale: tanti se la ricordano ancora così, com’era 50 anni fa, negozi storici a ogni angolo di strada e il naso pieno del profumo di salumi freschi appena affettati.

La verità è che gli artigiani che producevano questo antico prodotto erano due, il maestro Enio Pasquini e l’artigiano Silvio Scapin, che dalla sua bottega produceva le sue mortadelle artigianali nel pieno rispetto della tradizione.

silvio scapin, maestro salumiere bolognese
Silvio Scapin, maestro della Mortadella, con le sue creazioni

Cosa significa fare una mortadella artigianale? Significa non scendere a compromessi e scegliere sistematicamente la qualità sopra la quantità; significa dire di no a sistemi industriali che permetterebbero di raddoppiare la produzione dall’oggi al domani in favore di tecniche antiche, di mani laboriose che curano e danno risalto alle materie prime territoriali ed agli ingredienti naturali non introducendo aromi chimici di sintesi.

Per darvi un termine di paragone le grandi industrie producono ogni giorno 200 quintali di mortadella mentre la famiglia Scapin ne produce 25 quintali alla settimana. Questo volume è reso possibile dall’apertura del laboratorio Artigianquality guidato da Simona Scapin, figlia di Silvio, che ha permesso a nuovi mercati italiani ed esteri di accedere a questo prodotto di eccellenza.

L’attenta legatura delle Mortadelle ArtigianQuality, effettuata rigorosamente a mano.

Delle mortadelle prodotte dall’azienda ben due, la Classica e la Mora Mora, sono presidio Slow Food, mentre la Mortadella Sette Chiese è in assoluto la prima Mortadella artigianale BIO prodotta a Bologna, con carni selezionate da allevamenti biologici locali e completa assenza, come in tutte le mortadelle degli Scapin, di sottoprodotti industriali come l’emulsione di cotenna.

Delle mortadelle prodotte dall’azienda, dalla Classica alla Mora Mora, dalla aggiunta del pistacchio alla lavorazione con il tartufo, fino ad arrivare alla Mortadella Sette Chiese Biologica che è in assoluto la prima mortadella artigianale biologica prodotta a Bologna, la selezione delle carni provenienti da allevamenti territoriali allo stato semibrado e la ricerca delle materie prime rendono a tutti gli effetti questi prodotti totalmente artigianali.

Tutto questo impegno si riflette nel sapore unico di questi salumi, distante anni luce da quello della concorrenza industriale. Ma a Simona Scapin questo non basta: il consumatore non deve solo assaporare la qualità del prodotto, deve poterla vedere con i suoi occhi. 

qr code mortadella artigianquality
Il QR code creato insieme a QualityChain che sarà inserito nelle confezioni.

Per questo motivo Artigianquality ha iniziato una collaborazione con QualityChain, per raccontare l’intera storia delle sue mortadelle tramite un QR code che verrà apposto su tutte le confezioni. Da oggi tutti i clienti potranno scoprire nel dettaglio ogni fase della produzione, dalla scelta delle carni al confezionamento, in pochi secondi e usando solo il loro smartphone. Tutte le informazioni sono inoltre rese indelebili grazie alla blockchain, una tecnologia che permette di salvare i dati in maniera immutabile e raggiungere il massimo grado di trasparenza nei confronti dei consumatori.

Metodi di produzione antichi e metodi di comunicazione innovativi: così Artigianquality nel 2020 tiene vivo il suo prodotto e il suo sapere nel suo laboratorio alla avanguardia, lavorando costantemente nel pieno rispetto della tradizione. Quella della famiglia Scapin è una storia di determinazione, passione e amore per il buon cibo, che ci scalda il cuore e ci fa venire voglia di prendere il primo treno per Bologna per poter gustare questo tesoro della cultura gastronomica italiana.

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La rinascita del QR code: il brutto anatroccolo del 2020

10 usi del QR code che ci hanno reso la vita più facile ai tempi del Covid-19 e ci hanno fatto rivalutare questa tecnologia.

Sono brutti! 
Non li scansiona nessuno!
Sono lì a prender polvere!

Questa è la reazione scomposta che molti dei nostri potenziali clienti avevano quando sentivano la parola “QRcode”. O per lo meno lo era fino a qualche mese fa.

Oggi la musica è cambiata: il covid-19 ha spazzato via molte riserve sull’uso dei famosi quadratini. Un po’ perché il mondo si è dimostrato più ben disposto ad adottarli di quanto si pensasse. Un po’ per necessità, visto il loro nuovo ruolo in prima fila nella lotta alla diffusione del virus.

Se infatti un QR non può lavarci le mani né costringerci a mettere la mascherina, è utilissimo per ridurre al minimo il contatto fisico tra le persone. Da qui le centinaia di iniziative nel mondo che lo hanno utilizzato per gli scopi più svariati, dal tracciamento alla ristorazione, dai trasporti alla sanità.

Vediamo le più interessanti.

Il QR che ti porta il cabaret in casa: “The Darling” a Chicago

Un delivery che diventa intrattenimento, con tanto di performer e DJ set

Quando Sophie Huterstein, proprietaria del lounge bar The Darling a Chicago, ha dovuto chiudere a causa del lockdown, non si è lasciata prendere dallo sconforto: ha pensato invece di rendere speciale il suo delivery, e regalare ai clienti l’esperienza del bar direttamente a casa loro. 

Questi ultimi infatti si sono ritrovati nel packaging una serie di misteriosi pacchetti e alcuni QR code dotati di istruzioni. I clienti scansionando i QR code potevano guardare direttamente nel loro telefono una performance esclusiva della cabarettista Miss Ammunition, registrata nel locale in condizioni di sicurezza.

Il lounge bar The Darling di Chicago

A seguire, scansionando un secondo QR, i clienti potevano addirittura godersi un DJ set di un’ora, da accompagnare con il contenuto dei pacchetti: due calici di champagne e un piccolo proiettore led capace di riempire il soffitto di stelle luminose, per un’atmosfera perfetta.

I poster QR code per i negozi: UK e Nuova Zelanda

Vuoi riaprire la tua attività? Stampati sto QR code e mettilo all’ingresso. 

Se qui in Italia siamo ancora troppo affezionati al binomio carta e penna, i ministeri della salute di Regno Unito e Nuova Zelanda hanno deciso di rendere obbligatorio l’uso di poster QR code per la registrazione dei visitatori nei negozi. 

Questi ultimi infatti quando entrano nel locale devono scansionare il poster utilizzando l’app apposita, che inserisce automaticamente i dati del visitatore nel registro dell’attività.

Firms urged to make tracing accessible for all | Otago Daily Times Online  News
Dr Ashley Bloomfield, Director-General of Health neozelandese, mostra il poster QR code da affiggere nelle attività. Foto: Getty Images

L’uso del QR code in questo caso riduce le interazioni non necessarie tra cliente e esercente, il tempo necessario a lasciare i propri dati e quindi la permanenza del cliente nel locale ed elimina il problema della sanificazione della penna, che spesso passa in centinaia di mani diverse in una singola giornata.

QR code per la cultura: la Galleria d’Arte di Vancouver

Quest’estate la galleria ha riaperto con una serie di misure di sicurezza

In Canada l’arte non si fa spaventare dal virus, e le hanno pensate tutte per permettere ai visitatori di usufruire in sicurezza della struttura.

La Vancouver Art Gallery. Foto: JayTheNinth

Innanzitutto i biglietti, acquistabili solamente in anticipo e online, sul sito della galleria. Poi il limite di 225 persone sui quattro piani dello stabile, e il distanziamento obbligatorio di ben due metri tra i visitatori. Infine la galleria ha eliminato guide e audioguide fisiche in favore di quelle digitali, fruibili ovviamente dal telefono del visitatore tramite un QR code apposito scansionabile nella biglietteria.

Grazie a questi accorgimenti la galleria è aperta e accoglie i visitatori dal 15 Giugno a oggi.

QR Rosso, Giallo e Verde: rischio contagio in Cina

Tutti i cittadini sono tenuti a mostrare il QR code del rischio durante gli spostamenti

Nel febbraio 2020, la Cina ha introdotto l’uso dei codici QR per rilevare la probabilità di infezione da coronavirus. Ai cittadini è stato chiesto di installare un’app per tracciare i contatti con persone esposte al virus (una sorta di Immuni cinese). Il sistema, che si basa sull’infrastruttura di Alipay, è ora utilizzato in oltre 200 città cinesi.

I cittadini devono installare questa app sui loro telefoni e compilare un modulo. Nel modulo, devono segnalare il loro documento d’identità, i dettagli relativi al viaggio e tutti gli eventuali sintomi riconducibili al Covid-19.

Una volta inseriti i dati ricevono un codice QR colorato, che indica il loro stato di salute. Gli utenti che ottengono un codice QR rosso devono rimanere in quarantena per 14 giorni, quelli che ottengono un codice QR giallo devono rimanere in quarantena per sette giorni.

In Coronavirus Fight, China Gives Citizens a Color Code, With Red Flags -  The New York Times
Il QR code verde significa che il cittadino è a basso rischio e può circolare.

Quelli che ottengono un codice QR verde sono ritenuti sani, e sono gli unici che possono circolare, dato che i cittadini devono mostrare questi codici QR nei posti di blocco della polizia, sparsi in uffici, centri commerciali e mercati.

Menù QR code per i ristoranti: l’Italia che si digitalizza

Buona parte dei ristoratori ha sostituito i menù fisici con i QR code

Paese che vai, QR code che trovi. Trovo particolarmente interessante l’esempio italiano, forse per le esperienze passate di cui si discuteva a inizio articolo.

Fino a ieri l’Italia non sapeva usare i QR code. Mentre in Cina erano dappertutto, e i nostri vicini Germania, UK e Francia iniziavano ad apprezzarli, in Italia siamo sempre stati molto restii, sia lato aziende che lato consumatori.

Le nuove tecnologie vengono adottate solamente quando riescono a integrarsi con la cultura e con le vecchie abitudini. Cosa c’è di più italiano di uno Spritz?

Ed ecco che il QR code attecchisce quando siamo costretti a usarlo per ordinare l’aperitivo, o il piatto di pasta in pausa pranzo, o la tagliata a cena.

Il menù tramite QR code è ormai diventato la nuova normalità.

Ogni giorno che passa (sempre che i ristoranti siano aperti) questa tecnologia acquisisce migliaia di nuovi utilizzatori, che ignari siedono a un tavolo e diventano abilitatori di chissà quali nuovi business model del futuro.

QR code nei trasporti: India e Cina

Come i treni e metro usano i QR per ridurre i contatti e tracciare i passeggeri.

Uno dei settori più impattati dalla pandemia è sicuramente quello dei trasporti. Se un tempo i mezzi pieni come le scatole di sardine erano sgradevoli ma tutto sommato tollerabili, oggi il problema della distanza di sicurezza rende necessari nuovi accorgimenti.

In India ad esempio sono stati introdotti dei QR code sparsi per le stazioni dei treni, tramite i quali è possibile acquistare i biglietti ferroviari evitando le affollate code alla biglietteria, sia quella tradizionale che quella automatica.

A Shanghai invece si è andati un passo oltre: dopo aver completamente digitalizzato l’acquisto dei biglietti e l’ingresso alla metro a gennaio di quest’anno, i cinesi hanno deciso di applicare dei QR code alle finestre dei vagoni. I passeggeri scansionando questi QR possono registrare ed inviare alle autorità il numero di vagone su cui sono saliti, per poter rintracciare i loro passi con più precisione in caso di contagio.

Il QR per la spesa sicura: Spar, Eurostar e Fairway 

La spesa è l’unica attività davvero essenziale, ma può essere più smart.

Possiamo fare a meno di cene fuori, parrucchieri, cancelleria e persino vestiti, ma c’è una categoria di esercizi che nonostante tutto non si è mai fermata: i negozi di alimentari. Per questa ragione sono nate varie iniziative volte a rendere questa attività più sicura e ridurre la diffusione del virus nei supermercati. 

Una di queste è quella di Fairway, una catena di supermercati newyorkese, che ha creato un’app per smartphone che permette ai consumatori di scansionare autonomamente i codici a barre dei prodotti che vogliono acquistare e di pagarli direttamente da smartphone, saltando la fila. Questo avviene tramite un apposito QR code posto vicino alle casse, che i clienti possono scansionare per pagare la spesa direttamente nell’app.

La spesa self-checkout sta diventando sempre più comune.

Ancora più smart l’idea lanciata nei supermercati Spar e Eurospar dell’Irlanda del Nord: oltre a un QR code per il pagamento simile a quello di Fairway, nell’app di questi supermercati è stata introdotta la possibilità di controllare da casa le disponibilità del supermercato, evitando viaggi inutili e quindi contatti non necessari.

QR code per la sanità: i bambini dell’Orange County

Secondo lo studio un QR code sul gesso ortopedico può eliminare visite non necessarie all’ospedale.

Quando un bambino subisce una frattura, e viene portato in pronto soccorso, non è affatto facile per i genitori tenere a mente le direttive del medico. Ma se avessero la possibilità di recuperarle scansionando un semplice QR code sull’ingessatura?

È questa l’idea alla base dello studio condotto nel Pedriatic Hospital of Orange County, in California. I chirurghi ortopedici hanno apposto sulle ingessature di 50 bambini dei QR code appositi, attraverso i quali i genitori potevano recuperare le istruzioni personalizzate preparate dal medico per ciascun bambino.

Studi precedenti avevano infatti dimostrato che oltre il 50% delle direttive del medico vengono dimenticate dai genitori, i quali spesso richiamano e ritornano in ospedale per avere informazioni aggiuntive o delucidazioni.

Lo studio è stato un successo, in quanto oltre il 90% dei partecipanti hanno trovato utile e comodo l’utilizzo QR code, e più della metà dei genitori che lo hanno scansionato ha dichiarato che le informazioni fornite gli hanno risparmiato una inutile visita all’ospedale.

QR codes could provide patients way to keep them out of emergency rooms -  ABC News
I QR code potrebbero ridurre drasticamente la necessità di visitare l’ospedale.

Questa soluzione, sostanzialmente priva di costi per l’ospedale, sarebbe applicabile anche a pazienti con altre patologie: potrebbe ad esempio essere applicato un QR code sui dispositivi dei diabetici, o sugli holter cardiaci. In ciascuno di questi casi i pazienti potrebbero ricevere informazioni in maniera più tempestiva,  riducendo il tempo speso negli ospedali e risparmiando tempo al personale sanitario.

QR code e assicurazioni: la belga Vanbreda Risk & Benefits

Anche le compagnie assicurative stanno usando i QR per incentivare l’uso dei tool digitali.

Se avete mai fatto un’assicurazione saprete bene quanta carta e procedure burocratiche sono necessarie per siglare una polizza. Ma uscire di casa nel bel mezzo della pandemia per completare queste formalità è sempre più sconsigliato, specialmente se ci sono alternative più sicure.

Vanbreda Risk & Benefits, un broker di assicurazioni sanitarie in Belgio, ha deciso quindi di utilizzare il sito aziendale per invitare i clienti a usare di più i tool digitali per risolvere i loro problemi, in particolare l’app mobile creata dalla società.

Per questo motivo hanno pubblicato sul sito un comunicato e due QR code per scaricare l’app, per Apple Store e Google Play rispettivamente. In questo modo i clienti non devono andare a cercare manualmente le applicazioni sui rispettivi store, bensì è sufficiente una semplice scansione.

I QR code sul sito di Vanbreda Health.

L’app include funzioni come la dichiarazione di ricovero in ospedale per malattie gravi e la presentazione delle spese mediche, e permette inoltre di ottenere assistenza tecnica online, eliminando buona parte delle visite fisiche presso l’assicuratore.

QR code per lo shopping: il Lone Design Club a Londra

Lo store ha aggiunto i QR code alle vetrine per permettere ai clienti di acquistare via web.

Il Lone Design Club, una botique londinese che dà spazio a decine di brand e designer indipendenti, ha deciso di trasformare il suo concept store da “Physical”, ossia fisico, a “Phygital”, ossia fisico e digitale insieme, dotando le vetrine di QR code per i capi esposti.

Questi QR possono essere scansionati dai passanti per acquistare i vestiti online, eliminando la necessità di entrare nello store fisico a meno di non dover provare diverse misure.

I QR offrono inoltre la possibilità di registrarsi a eventi e attività, come esperienze 1 a 1 con dei personal shopper, workshop, eventi legati al beauty e altre utili risorse.

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Questa lista sarà aggiornata periodicamente. Se vuoi segnalare un nuovo caso d’uso interessanti del QR code, manda una email a [email protected] e gli daremo un’occhiata!