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Posizionare il QR Code nel vino e nei prodotti agrifood: La guida completa [2021]

Vediamo insieme dove mettere il QR Code sul prodotto agrifood, una decisione fondamentale che determina chi vedrà il nostro codice e in quale momento dell’esperienza di acquisto.

Una volta scelta la destinazione del nostro QR code nel nostro ultimo blog post non ci resta che decidere dove posizionarlo.

Vedremo ora le differenze tra i vari tipi di packaging, e su come integrarli con i QR code. Faremo poi un approfondimento sulla bottiglia, che in Italia è la regina del packaging e merita alcuni appunti dedicati.

Quindi, dove lo mettiamo questo benedetto QR code?

Tipo di packaging

Packaging primario

Il packaging primario è il primo rivestimento del prodotto: alcuni esempi sono la bottiglia di vino o di birra, la lattina, il pacco di biscotti o di pasta. Può essere fatto di carta, cartone, cartoncino, plastica, vetro o metallo, e solitamente riporta la lista degli ingredienti, la data di scadenza e i simboli di avvertimento.

Questa parte del packaging è destinata al consumatore ed è fondamentale nella presentazione del prodotto. In generale dovremmo cercare di utilizzare grafiche di piccole dimensioni, essendo lo spazio limitato, e ridurre eventuali testi o istruzioni al minimo, una call to action di poche parole al massimo. In questo caso risultano adatti i QR code che portano il consumatore più vicino al prodotto stesso come unità, quindi alla sua storia e alle sue caratteristiche.

Packaging secondario

Il packaging secondario è il rivestimento successivo, quello che avvolge il packaging primario ma non contiene direttamente il prodotto, ad esempio la parte in cartoncino delle confezioni di birra oppure le scatole dei medicinali.

In questa parte del packaging, anch’essa dedicata al consumatore (ad eccezione dei prodotti destinati all’horeca), di solito è il brand a fare da padrone, ed è per questo più adatta a QR Code che riportino al sito dell’azienda, oppure ai canali social o ancora a offerte e coupon per altri prodotti della stessa linea.

Esempio di QR Code nel packaging secondario

In questo caso lo spazio disponibile è generalmente superiore, per cui è possibile utilizzare un QR code più grande e allegare anche delle istruzioni dettagliate per l’utilizzo, aumentando così la probabilità di ottenere scansioni.

Packaging terziario

Il packaging terziario è il contenitore finale del prodotto, utilizzato per lo stoccaggio in magazzino e il trasporto, come gli imballaggi o gli scatoloni di cartone ondulato. In questo caso è probabile che a visionare il QR code non sia un privato bensì un professionista, e questo va tenuto a mente quando si sceglie la destinazione del codice in questione. In questo caso infatti potrebbe essere più utile includere informazioni tecniche, invece che link ai social media e pagine di storytelling.

Design della confezione

Una volta scelto il target del nostro QR e di conseguenza il tipo di packaging in cui lo inseriremo, dobbiamo decidere come integrarlo nel design della confezione esistente.

Vediamo un po’ di casi diversi in cui varia il grado di libertà con cui ci possiamo muovere, e cerchiamo soluzioni ad eventuali problemi che potrebbero sorgere.

Confezione personalizzata

Nel primo caso la risposta è semplice: l’ideale è creare un nuovo design della confezione che includa anche un piccolo spazio per il codice, insieme ad una breve frase che inviti il consumatore a scansionarlo. Questo naturalmente potrà essere fatto solamente se i prodotti in questione devono ancora essere etichettati o confezionati.

La soluzione ideale è integrare il QR code nella grafica esistente.

Packaging generico o non modificabile

Se non hai la possibilità di modificare il design della tua confezione, magari perchè hai già mandato in stampa le etichette, l’alternativa più semplice e veloce è senza dubbio l’etichetta adesiva. Economica, rapida da applicare e appariscente, l’etichetta permette di applicare un codice QR a praticamente qualsiasi prodotto confezionato.

Prodotto senza confezione

Prodotti freschi, come possono essere frutta o prodotti da forno, non consentono di applicare direttamente un codice QR. In questo caso la scelta migliore è probabilmente quella di posizionare il codice direttamente nell’espositore, tramite un cartellino in plastica o cartoncino.

Per un prodotto sfuso una possibile soluzione è inserire il codice nell’espositore

Sul fronte o sul retro?

La posizione del QR dipende da cosa vuoi ottenere. Se la tua intenzione è quella di attrarre nuovi consumatori e aumentare le vendite, l’ideale è posizionare il codice sul fronte della confezione: in questo modo il codice verrà visto dalle persone anche quando il prodotto è esposto sugli scaffali dei negozi, e potrà incuriosire il consumatore e indurlo a scegliere il tuo prodotto piuttosto che quello della competizione.

Se invece la tua intenzione è quella di fidelizzare ulteriormente i clienti che hai già acquisito, sarà sufficiente posizionarlo sul retro della confezione, impattando in maniera minore il design e lasciando che il consumatore lo scansioni in un secondo momento, magari a casa e con più calma.

QR Code sulle bottiglie

Vorrei spendere qualche paragrafo in più sull’utilizzo dei QR code nelle bottiglie, data l’importanza della produzione italiana di prodotti che usano questo tipo di packaging, primi fra tutti vini, liquori e oli d’oliva.

Inserire un QR code in una bottiglia non è per niente semplice: lo spazio è poco e le superfici sono curve, rendendo più difficile la scansione man mano che ci si avvicina al collo della bottiglia. Analizziamo i pro e contro delle varie possibili soluzioni.

Etichetta frontale

Inserire il QR code nell’etichetta frontale è sicuramente una mossa tanto coraggiosa quanto funzionale: probabilmente il codice sarà scansionato da un sacco di clienti, ma lo svantaggio evidente sarà l’impatto estetico sulla bottiglia. Sconsigliato se l’eleganza è un caposaldo del tuo brand.

Controetichetta

Inserire il QR code nella controetichetta è la soluzione in assoluto più comune e meno invasiva. Solitamente si riesce a ritagliare uno spazio sufficiente a inserire il QR, e si ottiene un buon compromesso di funzionalità ed estetica, in quanto non si va a intaccare l’etichetta frontale.

Adesivo

Un adesivo, con la scelta giusta di colori e materiali, può essere un’ottima scelta. Innanzitutto non necessita una ristampa dell’etichetta, e può essere posizionato con la massima flessibilità in qualsiasi punto della bottiglia, perfino nel collo se si tratta di un QR code molto piccolo.

Anche in questo caso il rischio è quello di rendere meno elegante l’estetica complessiva della bottiglia. È per questo importante scegliere un adesivo il cui design sia coerente con il resto del packaging, e posizionarlo in maniera tale che non rompa la simmetria della bottiglia.

Alcuni esempi degli adesivi utilizzati dai clienti di QualityChain (da sinistra: Terraliva, Vini Apuani, Olio Borrelli, De Toma Wine)

Cordino e targhetta

Un’alternativa che non intacca la confezione originale è quella della targhetta appesa al collo della bottiglia con un cordino. Questa soluzione permette di non dover rifare le etichette e le confezioni, ma ha un costo maggiore rispetto all’adesivo e comporta un rischio maggiore che il QR code si perda durante il trasporto della bottiglia.

Collarino in cartone

Un’altra soluzione possibile è l’utilizzo di un collarino in cartone, per il quale valgono in gran parte le stesse osservazioni fatte per la soluzione precedente. La struttura in cartoncino potrebbe risultare più ordinata e aumentare la visibilità del QR code, ma è allo stesso tempo più soggetta a pieghe e strappi che potrebbero rovinarla.

E adesso?

Ora hai tutta la conoscenza necessaria a scegliere il miglior posizionamento del QR Code sul tuo prodotto.

Nel prossimo articolo scopriremo insieme quali colori, dimensioni e materiali dovrai usare per aumentare al massimo la leggibilità e l’efficacia del tuo codice.

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QualityChain aiuta le PMI del comparto agroalimentare italiano a trasformare i loro prodotti da semplici oggetti in esposizione a vere e proprie esperienze digitali capaci di esaltare la loro l’unicità. QualityChain è uno spazio trasparente, a portata di smartphone, in cui condividere con i consumatori la storia e i valori dei piccoli produttori italiani, una vetrina da cui osservare le mani sapienti che lavorano la terra, il vino, il pane, e tutto ciò che di buono producono le nostre aziende.

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QR Code: 8 idee per Ristorazione e Produzione Agrifood

E-commerce, storytelling e tracciabilità: ecco alcuni ambiti di applicazione del QR Code nei settori dell’Horeca e della produzione e vendita di prodotti agroalimentari.

Dopo l’articolo del mese scorso, in cui abbiamo visto vari modi “generici” di usare il QR Code nel settore agri-food, vediamo ora insieme degli ambiti di applicazione specifici per la ristorazione e per il settore produttivo.

Produzione

Partiamo da alcuni casi studio nel settore della produzione e la vendita, principalmente al dettaglio ma anche all’ingrosso, di prodotti agroalimentari a marchio.

Link all’e-commerce

Il tuo prodotto è il tuo ambasciatore nella casa del cliente: ti permette di parlare con lui anche dopo l’acquisto, e magari spingerlo a visitarlo al tuo shop online. Un QR code che riporta al tuo e-commerce può aumentare la probabilità che il consumatore acquisti nuovamente il tuo prodotto. Il cliente ha provato la tua bottiglia di vino al ristorante? Una scansione può facilmente trasformarsi nell’acquisto online di un’intera cassa! Il QR code ti permette di sfruttare il tuo packaging e massimizzarne la resa dall’inizio alla fine dell’esperienza d’acquisto.

Ricette e istruzioni

Avete presente le ricette scritte con caratteri microscopici sulle confezioni della pasta? Con un QR code si possono condividere ricette ben leggibili, piene di immagini, video esplicativi e addirittura commenti degli altri utenti. E questo vale per qualsiasi prodotto agri-food, dalla pasta al liquore: sareste sorpresi dal numero di persone che giornalmente cercano la ricetta dello spritz su google!

Storytelling

Un prodotto è molto più di un’etichetta. Dietro ogni confezione c’è un mondo fatto di persone, storia, tradizioni e metodi produttivi che non vengono raccontati al consumatore, e che oggi grazie ai QR code possono invece essere condivisi e valorizzati appieno.

Come fare? Il metodo più diretto è trovare un grafico, uno sviluppatore e creare una pagina web ad hoc sul tuo sito. La riempi con tutto quello che ti viene in mente, la colleghi al QR e il gioco è fatto.

developer and designer work on qr code webpage

Non hai uno sviluppatore e un grafico? Magari puoi cavartela così: crea un pdf con le stesse informazioni, chiedi al tuo webmaster di caricarlo sul tuo sito e collegalo al tuo QR code, una soluzione poco elegante ma assolutamente funzionale.

qr code linked to pdf

Non hai nemmeno il webmaster, o non vuoi accontentarti di una soluzione approssimativa? Qui dovrai perdonarmi un po’ di auto-pubblicità in quanto QualityChain, la società di cui sono co-fondatore, si occupa proprio di questo tema.

QualityChain è uno strumento che permette ai produttori di creare in maniera semplice ed economica una fantastica pagina prodotto collegata a un QR, pagando solamente un piccolo abbonamento alla portata di qualsiasi azienda, anche delle più piccole.

qualitychain beautiful QR codes

L’intera esperienza è pensata per essere il più semplice possibile per il produttore, richiede solamente pochi minuti e tanto amore per il proprio prodotto. Al momento stiamo offrendo una prova gratuita di un mese, perciò se sei interessato contattaci al più presto sul nostro sito oppure sui nostri social e ti aiuteremo a capire se QualityChain fa per te.

Detto ciò, non importa che strada tu decida di prendere per raccontare il tuo prodotto: l’importante è farlo, informando il consumatore su ciò che lo rende speciale e mettendolo nella condizione di fare una scelta consapevole nel suo prossimo acquisto.

Tracciabilità

Il prossimo tema che affrontiamo è quello della tracciabilità, in quanto il QR code risulta essere una tecnologia chiave nella condivisione delle informazioni sulla filiera con il consumatore. Utilizzando un QR code dall’inizio alla fine del processo produttivo è infatti possibile registrare l’intero storico del singolo lotto di produzione (o addirittura del singolo prodotto). Ricordiamo infatti che i QR nascono per tracciare i pezzi delle automobili Toyota, e quindi sono naturalmente perfetti per questo tipo di applicazione.

supply chain

A livello di standard industriali, è bene sapere che GS1, l’associazione non-profit dedicata allo sviluppo e all’implementazione degli standard a livello mondiale, ha sviluppato uno standard per l’utilizzo del QR code. Data la natura tecnica dello standard non mi dilungherò troppo su questo punto, e a chi fosse interessato mi limiterò a offrire alcune risorse utili: a questo link trovi una presentazione tecnica dello standard, mentre qui puoi trovare un elenco completo degli identificatori GS1.

A questo punto vale la pena di menzionare la tecnologia blockchain, che sempre più viene utilizzata per rendere indelebili le informazioni registrate dai produttori, di fatto responsabilizzandoli davanti ai loro consumatori. A differenza di un normale sito web che può cambiare dall’oggi al domani, una registrazione su blockchain è “scolpita su pietra”, qualsiasi modifica lascia una traccia, e questo raddoppia l’attenzione del produttore su quello che dice riguardo al suo prodotto.

blockchain traceability

Questa caratteristica la rende naturalmente perfetta per registrare i dati relativi alla tracciabilità, motivo per il quale sono nati molti software (tra cui QualityChain). che fanno proprio questo. Se vuoi sapere di più riguardo alla tracciabilità blockchain ti rimando a questo blog post, che spiega in maniera più approfondita i vari tipi di servizi disponibili in questo settore.

Ristorazione

Passiamo ora al mondo della ristorazione e più in generale dell’Horeca, e vediamo qualche soluzione che può aiutarti a rendere migliore l’esperienza dei tuoi clienti tramite l’uso di QR code.

Menù digitale

Senza dubbio avrai già avuto esperienze con questa applicazione del QR code: a causa della pandemia moltissimi ristoratori hanno sostituito i menù fisici con i menù digitali, accessibili dai tavoli tramite QR code appositi. Questa soluzione, nonostante manchi del fascino della precedente, si è rivelata molto utile nel prevenire la diffusione del virus, ed è ormai una scelta molto comune nel settore.

menu digitale

Ma bisogna essere ottimisti, e guardare a un domani in cui i nostri elaborati menù cartacei potranno tornare sui tavoli dei ristoranti. In quel caso, che si potrà fare con i QR code? Un’idea potrebbe essere quella di inserire un QR code per ciascun piatto, collegandolo a una pagina che ne descriva in maniera approfondita le caratteristiche, con fotografie professionali che facciano venire l’acquolina in bocca al tuo cliente.

Rete WiFi

Stufi dei clienti che ogni cinque minuti chiedono la password del WiFi? Hai presente quando dicono “L’ho digitato giusto ma non funziona” e in realtà non hanno azzeccato una lettera? Un QR code può salvare le credenziali di accesso alla tua rete: mettine uno in ogni tavolo e il gioco è fatto.

wifi, google mybusiness, booking.com, tripadvisor logos
Recensioni

Puoi usare un QR code per spingere i tuoi clienti a darti una valutazione su un sito di rating, ad esempio TripAdvisor o Google Business. Un link alla tua pagina aumenterà sensibilmente la possibilità di una recensione, e di conseguenza la tua visibilità online.

Intrattenimento a domicilio

Il tuo locale è famoso per la musica dal vivo, ma ai tuoi clienti piace anche ordinare a domicilio? Potresti registrare un concerto della band a locale vuoto, caricarlo su YouTube e collegarlo a un QR code nel packaging del tuo delivery. In questo modo i tuoi clienti più affezionati potranno godersi un po’ della tua classica atmosfera direttamente sul loro divano.

vetrina con qr code
Informazioni quando l’attività è chiusa

Potresti apporre un QR code sulla tua vetrina o sulla tua saracinesca, in modo che quando il locale è chiuso i passanti possano scoprire informazioni su orari, date di riapertura e come contattarti durante la chiusura della tua attività.

Conclusione

Avrai capito che i modi per utilizzare questa tecnologia non mancano: sta a te ora trovare l’idea più originale ed efficace per migliorare la comunicazione della tua azienda.

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Come migliorare la comunicazione agrifood con i QR Code

Esploriamo tutti i modi in cui i QR code possono arricchire la tua strategia di comunicazione, sia nel campo della produzione che della ristorazione e dei servizi.

In questo articolo affronteremo quella che è senza dubbio la parte più importante di qualsiasi campagna di marketing basata sui QR code: la destinazione del codice!

Quale informazione vogliamo fornire al cliente? È proprio qui che potrai sbizzarrirti: nelle prossime pagine esploreremo decine di modi in cui potrai utilizzare i QR code per arricchire la tua strategia di comunicazione.

In questo articolo ci concentreremo su idee adatte a qualsiasi azienda in campo agrifood, mentre in futuro pubblicheremo articoli specifici per la ristorazione e per il settore della produzione e della trasformazione. Segui la nostra pagina linkedin per non perderteli!

QR Code per tutti i palati

Sito Web

Il grande classico dei QR code! Sono pronto a scommettere che se andassi a frugare tra gli scaffali di un supermarket, scansionando ogni QR code che ti capita a portata di mano, troveresti che nove su dieci (di quelli funzionanti) puntano alla homepage del sito web dell’azienda produttrice.

Questa soluzione, sebbene in molti casi aiuti il cliente a trovare quello che cerca, denota una certa mancanza di fantasia: è un’occasione persa per mostrare qualcosa di dedicato al consumatore, e che abbia senso nel contesto in cui si trova. Detto ciò, meglio di niente! Se hai poco tempo e ci tieni a creare un canale in più per aumentare il traffico al tuo sito, un QR code che punti ad esso è sicuramente una buona soluzione.

Ingredienti e allergeni

Un’idea potrebbe essere quella di presentare in maniera più chiara al consumatore quali siano gli ingredienti, e in particolare gli allergeni, presenti nella tua preparazione, sia esso il piatto di un ristorante o un prodotto al dettaglio. Un vantaggio dei QR code in questo caso, specialmente se si tratta di QR code dinamici (ossia il cui link si può cambiare in qualsiasi momento), è il fatto che possano essere stampati in un primo momento, magari prima di avere le informazioni specifiche di un certo lotto di produzione, e collegati in seguito alle informazioni stesse.

zego qr code
La barretta della Zego, che riporta le informazioni sugli allergeni tramite un QR code

È quello che ha fatto Zego, una start-up statunitense che produce barrette senza glutine. L’azienda voleva fornire informazioni più specifiche sulle quantità di allergeni trovate dalle analisi nei singoli lotti di produzione, ma il problema era poter creare il packaging in anticipo senza creare ritardi nella produzione. Il QR code ha risolto questo problema, permettendo a tutti i loro clienti di avere informazioni corrette e aggiornate sul prodotto specifico che avevano acquistato.

Naturalmente questo utilizzo del QR Code è subordinato alla normativa vigente del paese in materia di allergeni, e non può sostituirsi all’indicazione obbligatoria degli allergeni in etichetta qualora essa sia prevista dalla legge. Nonostante questo, un QR Code permette di integrarla con informazioni aggiuntive che possono risultare utili per i consumatori.

Social media

Un’altra idea potrebbe essere quella di usare i QR code per portare i tuoi clienti sui tuoi canali social, in modo che possano continuare a interagire con il tuo brand e con i tuoi contenuti. Potresti chiedere loro di fare una foto al tuo prodotto e di postarla online con il tuo #hashtag, oppure di ricondividere uno dei tuoi post. Questo migliorerà l’immagine del tuo brand, aumenterà la tua visibilità sui social e favorirà nuovi acquisti da parte dei tuoi clienti.

Coupon

I coupon digitali costano meno di quelli stampati! Sono anche più difficili da perdere, restano al sicuro nello smartphone, pronti all’uso, e sono facilmente condivisibili con amici e parenti (e per di più non possono essere buttati per terra e inquinare l’ambiente). Se tra le tue strategie di marketing sono presenti offerte speciali, sconti o pacchetti dovresti sicuramente considerare l’uso del QR code per digitalizzarli. Puoi inserire il Coupon-QR nel packaging del tuo prodotto o del tuo delivery, ma anche sul tuo menù, su un volantino o su una vetrina.

Video e altri contenuti multimediali

Un QR code è anche un ottimo mezzo per condividere un video aziendale con i tuoi clienti, oppure un audio che li guidi nella degustazione di un piatto o un vino. Questo può essere ottenuto molto semplicemente caricando il video o l’audio su youtube e creando un codice QR utilizzando l’indirizzo web del video.

Packaging e impatto ambientale

Utilizzi packaging o imballaggi ecosostenibili? Un QR code può essere un ottimo modo per comunicare al tuo cliente il tuo impegno nella difesa dell’ambiente, spiegando cosa rende speciale il tuo packaging. Nel caso di un vuoto a rendere potresti anche fornire le istruzioni per la restituzione o fornire altre informazioni per sensibilizzare il cliente sulle tematiche che ti stanno a cuore.

Ora hai qualche spunto su cui riflettere nei prossimi giorni! A breve pubblicheremo articoli specifici per l’uso dei QR code nella ristorazione e nella produzione agroalimentare. Se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, segui QualityChain sui nostri canali social.

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QualityChain racconta il “Cherubino” Terraliva

L’azienda Terraliva, eccellenza olearia siciliana, ha deciso di raccontare la storia del suo extravergine pluripremiato attraverso un QR code creato con QualityChain.

Ci troviamo nei pressi del piccolo borgo montano di Buccheri, in provincia di Siracusa, nel cuore dei Monti Iblei. Qui, su un territorio vulcanico a 700 metri d’altezza, si ergono gli ulivi secolari di Terraliva: guardandoci intorno possiamo osservare cultivar autoctone antichissime, come la Tonda Iblea, la Nocellara Etnea, la Nocellara del Belice e la Zaituna. Queste varietà danno vita a dei monocultivar che inebriano i sensi con i loro caratteristici sentori di pomodoro, cardo selvatico, erbe officinali, mandorla e frutta secca.

L’amore per i cultivar autoctoni è un valore fondante di Terraliva.

Terraliva ottiene il suo extravergine unicamente dalla spremitura a freddo di olive raccolte su questi monti. È certificato Biologico, Igp Sicilia, Kosher e Halal per il rispetto e le esigenze delle religioni ebraiche e musulmane, ed ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti nel corso degli anni, come il premio speciale “Miglior IGP di Italia” del Gambero Rosso, ottenuto sia nel 2018 che nel 2020. Inoltre gli oli Terraliva sono un Presidio Slow Food.

La genuinità, la purezza, la freschezza del prodotto e il rispetto delle piante sono gli obiettivi cardine dell’azienda: per garantire ciò, la raccolta delle olive avviene esclusivamente a mano senza l’ausilio di macchinari che invece provocherebbero dei traumi al frutto e inficerebbero l’annata successiva.

Ma l’azienda non smette di fare scuola: l’ultima innovazione introdotta da Terraliva è legata allo storytelling del prodotto, e consiste nell’introduzione di un QR code applicato sulle bottiglie.

Il QR code con la scritta Watashi No Monogatari (“La mia storia” in giapponese).

Il codice, creato in collaborazione con QualityChain, permette ai consumatori in tutto il mondo di scoprire la storia dell’olio in pochi secondi e nella loro lingua originale: già nelle ultime settimane numerose bottiglie di Cherubino sono state esportate in Giappone, Germania e altri paesi, e i clienti di Terraliva hanno potuto apprezzare in maniera ancora più profonda le caratteristiche dell’olio e la filosofia dell’azienda.

Ogni informazione inserita nel codice QR è stata inoltre registrata tramite la tecnologia blockchain, che rende i dati indelebili e immuni alla contraffazione, oltre che sempre verificabili dal consumatore, in modo da ottenere la massima trasparenza.

L’attendo e consapevole design delle bottiglie Terraliva.

Allo stesso tempo però Terraliva non si ferma nell’innovazione delle tecniche: da qui l’introduzione del Protoreattore, un macchinario per la molitura all’avanguardia che garantisce un maggior carico di polifenoli, la parte più nobile dell’olio, e rende il prodotto ancora più puro e prezioso.

Persino nella fase dell’imbottigliamento permane l’attenzione all’ambiente: Terraliva predilige bottiglie in acciaio inox riutilizzabili, e utilizza la serigrafia per la maggior parte delle bottiglie, in modo da semplificare la raccolta differenziata.

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QualityChain racconta Vini Apuani Castagnini e le leggende di Carrara

Un territorio ricco di storia e due vini d’eccellenza incontrano la tecnologia e si raccontano tramite i QR code e la tecnologia blockchain.

Ci troviamo sui colli Apuani, nei pressi di Carrara. Qui, tra le bianche cave di marmo e il mare, nasce Vini Apuani, l’azienda vitivinicola di Roberto Castagnini.

Castagnini, nato e cresciuto nei vigneti, ha appreso da suo nonno materno l’arte della coltivazione della vite, e ha deciso nei primi anni 2000 di creare un brand che raccontasse tramite il vino le storie e le leggende del suo territorio.

vini apuani roberto castagnini

La tenuta è situata nelle colline di Candia, circa cinque ettari accarezzati dalle brezze marine del Tirreno. La natura collinare del terreno rende necessario il terrazzamento del vigneto, e di conseguenza una coltivazione interamente manuale: i filari sono posti su terrazze alte fino a 70cm, e questo rende impossibile l’uso dei macchinari moderni.

I vini raccontati con QualityChain sono due: un vermentino bianco, “Beatrice”, e un vermentino nero, “Ceccardo”. Le due etichette prendono il nome da due personaggi importanti nella storia carrarese: Beatrice è infatti la Duchessa Maria Beatrice d’Este, sovrana di Massa e Carrara dal 1790 al 1829, mentre Ceccardo è San Ceccardo di Luni, vescovo di Luni nel nono secolo e santo patrono di Carrara.

Maria Beatrice d’Este, San Ceccardo di Luni e i vini a loro dedicati da Vini Apuani.

Così questi piccoli frammenti di storia sono oggi ricordati grazie a vini di altissima qualità, e resi indelebili grazie a QualityChain, che utilizza la tecnologia blockchain (spiegata facile facile qui) per rendere le informazioni sicure e sempre verificabili dai consumatori.

Sarà possibile infatti, scansionando il QR code a forma di calice apposto sulla bottiglia, scoprire la storia, i valori e le tecniche di produzione che stanno dietro a questi vini d’eccellenza, e verificarle tramite l’apposita prova blockchain. Tutto a portata di smartphone, utilizzando solo la fotocamera, nel caso degli iPhone, o un’App di scansione QR in caso di dispositivo Android.

Il design del QR code a forma di calice apposto sulle bottiglie di Vini Apuani.

Le bottiglie di Beatrice e Ceccardo, dotate di questa tecnologia, saranno ora gustate in Italia e all’estero, e permetteranno ai nuovi consumatori di conoscere ogni dettaglio del vino che si versano nel bicchiere. 

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Artigianquality Laboratorio artigianale di Mortadelle a Bologna sceglie QualityChain

Dalla bottega degli Scapin al laboratorio artigianale, l’unico baluardo della mortadella artigianale dentro le mura di Bologna ha deciso di raccontare la storia dei suoi prodotti tramite il QR code di QualityChain.

Bologna patria della mortadella artigianale: tanti se la ricordano ancora così, com’era 50 anni fa, negozi storici a ogni angolo di strada e il naso pieno del profumo di salumi freschi appena affettati.

La verità è che gli artigiani che producevano questo antico prodotto erano due, il maestro Enio Pasquini e l’artigiano Silvio Scapin, che dalla sua bottega produceva le sue mortadelle artigianali nel pieno rispetto della tradizione.

silvio scapin, maestro salumiere bolognese
Silvio Scapin, maestro della Mortadella, con le sue creazioni

Cosa significa fare una mortadella artigianale? Significa non scendere a compromessi e scegliere sistematicamente la qualità sopra la quantità; significa dire di no a sistemi industriali che permetterebbero di raddoppiare la produzione dall’oggi al domani in favore di tecniche antiche, di mani laboriose che curano e danno risalto alle materie prime territoriali ed agli ingredienti naturali non introducendo aromi chimici di sintesi.

Per darvi un termine di paragone le grandi industrie producono ogni giorno 200 quintali di mortadella mentre la famiglia Scapin ne produce 25 quintali alla settimana. Questo volume è reso possibile dall’apertura del laboratorio Artigianquality guidato da Simona Scapin, figlia di Silvio, che ha permesso a nuovi mercati italiani ed esteri di accedere a questo prodotto di eccellenza.

L’attenta legatura delle Mortadelle ArtigianQuality, effettuata rigorosamente a mano.

Delle mortadelle prodotte dall’azienda ben due, la Classica e la Mora Mora, sono presidio Slow Food, mentre la Mortadella Sette Chiese è in assoluto la prima Mortadella artigianale BIO prodotta a Bologna, con carni selezionate da allevamenti biologici locali e completa assenza, come in tutte le mortadelle degli Scapin, di sottoprodotti industriali come l’emulsione di cotenna.

Delle mortadelle prodotte dall’azienda, dalla Classica alla Mora Mora, dalla aggiunta del pistacchio alla lavorazione con il tartufo, fino ad arrivare alla Mortadella Sette Chiese Biologica che è in assoluto la prima mortadella artigianale biologica prodotta a Bologna, la selezione delle carni provenienti da allevamenti territoriali allo stato semibrado e la ricerca delle materie prime rendono a tutti gli effetti questi prodotti totalmente artigianali.

Tutto questo impegno si riflette nel sapore unico di questi salumi, distante anni luce da quello della concorrenza industriale. Ma a Simona Scapin questo non basta: il consumatore non deve solo assaporare la qualità del prodotto, deve poterla vedere con i suoi occhi. 

qr code mortadella artigianquality
Il QR code creato insieme a QualityChain che sarà inserito nelle confezioni.

Per questo motivo Artigianquality ha iniziato una collaborazione con QualityChain, per raccontare l’intera storia delle sue mortadelle tramite un QR code che verrà apposto su tutte le confezioni. Da oggi tutti i clienti potranno scoprire nel dettaglio ogni fase della produzione, dalla scelta delle carni al confezionamento, in pochi secondi e usando solo il loro smartphone. Tutte le informazioni sono inoltre rese indelebili grazie alla blockchain, una tecnologia che permette di salvare i dati in maniera immutabile e raggiungere il massimo grado di trasparenza nei confronti dei consumatori.

Metodi di produzione antichi e metodi di comunicazione innovativi: così Artigianquality nel 2020 tiene vivo il suo prodotto e il suo sapere nel suo laboratorio alla avanguardia, lavorando costantemente nel pieno rispetto della tradizione. Quella della famiglia Scapin è una storia di determinazione, passione e amore per il buon cibo, che ci scalda il cuore e ci fa venire voglia di prendere il primo treno per Bologna per poter gustare questo tesoro della cultura gastronomica italiana.

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Una storia unica per un salame Unico

L’Azienda Agricola Tenca, storica realtà padana attiva dal 1957, ha scelto QualityChain per raccontare il suo salame “L’Unico”, prodotto di punta dell’azienda e vero e proprio trionfo della Filiera Corta Italiana.

La storia di oggi ci porta sulla Pianura Padana, nel ritaglio di terra che separa l’Oglio dal Po. Qui, in una piccola frazione di Casalmaggiore chiamata Valle, nasce Agricola Tenca, un’azienda a conduzione familiare che fa della filiera corta e del prodotto a Km 0 il proprio valore fondante.

Come si fa a garantire un prodotto che sia davvero a Km 0? È più facile a dirsi che a farsi: bisogna controllare ogni singola fase di produzione, dalle più basilari materie prime all’ultimissima lavorazione. Nel caso di un salumificio questo significa non solamente avere un allevamento di proprietà, ma addirittura coltivare mais, orzo, frumento, soia e tutto ciò che funge da nutrimento per gli animali. 

o spaccio agritenca e i salumi esposti
Lo spaccio Agricola Tenca a in via Valle a Casalmaggiore (CR)

È questo l’impegno dell’Azienda Agricola Tenca: da settant’anni cura ogni singola parte della filiera dei suoi salumi, a partire dalla selezione delle migliori sementi e dalla regolazione del rapporto idrico/nutritivo dei terreni per arrivare poi agli allevamenti, la parte forse più importante della filiera. L’attenzione dell’azienda alla salute degli animali e alla qualità del prodotto ha portato alla realizzazione di un nuovo allevamento, completamente antibiotic-free e che addirittura supera le direttive dell’Animal Welfare, introducendo l’allevamento su paglia e garantendo agli animali spazi e nutrimento adeguati ad una vita priva di stress.

Agricola Tenca ha introdotto l’allevamento su paglia per i suoi animali.

L’ultimo ma non meno importante passaggio è quello della lavorazione artigianale delle carni, che viene effettuata rigorosamente senza nitrati, glutine e lattosio. È proprio qui che “L’Unico”, prodotto di punta di Agricola Tenca, si distingue dagli altri salumi, per quanto eccellenti: la particolarità di questo prodotto è che viene realizzato con totale assenza di conservanti. Per garantire la totale salubrità del salame in assenza di questi il processo di asciugatura a freddo è molto più lungo e attento, in modo da assicurare un calo peso della carne tale da impedire lo sviluppo di batteri nocivi e iniziare il lungo processo di stagionatura (dai 3 ai 6 mesi) che gli conferisce il tipico sapore.

Il QR code sul salame “L’Unico” riprende il logo di Agricola Tenca

È proprio per poter comunicare ai consumatori la qualità di questo prodotto che Agricola Tenca ha scelto di raccontare la storia dell’Unico con QualityChain. Le nuove confezioni del salame saranno infatti dotate del QR code personalizzato che riprende il logo dell’azienda, e che consente ai consumatori di raggiungere una pagina dedicata alla lavorazione del prodotto in ogni suo dettaglio, dal terreno al confezionamento. 

La storia è stata inoltre registrata con tecnologia blockchain (spiegata facile facile qui), che la ha resa indelebile e non modificabile, a portata di ogni consumatore dotato di smartphone e fotocamera.

Questa nuova collaborazione ci porta ancora un passo più vicini alla vision di QualityChain: un mondo in cui i produttori possono dedicare la loro attenzione non solo a vendere, ma anche e soprattutto a informare e educare sulla qualità dei prodotti.

About QualityChain

QualityChain aiuta le PMI del comparto agroalimentare italiano a trasformare i loro prodotti da semplici oggetti in esposizione a vere e proprie esperienze digitali capaci di esaltare la loro l’unicità. QualityChain è uno spazio trasparente, a portata di smartphone, in cui condividere con i consumatori la storia e i valori dei piccoli produttori italiani, una vetrina da cui osservare le mani sapienti che lavorano la terra, il vino, il pane, e tutto ciò che di buono producono le nostre aziende.

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Visita il sito https://qualitychain.ch o scrivici all’indirizzo [email protected]

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Il maialino-QR code che ci racconta il Bergamasco

Il Salumificio Rasmo, che da cinque generazioni produce salumi di eccellenza alle porte della Val Taleggio, ha scelto di raccontare uno dei suoi prodotti di punta con la tecnologia blockchain e il QR code di QualityChain.

Oggi ci troviamo a Gerosa, un paesino di appena 360 abitanti in provincia di Bergamo, incastonato tra la Val Brembilla e la Val Taleggio. Questo piccolo gioiello tra le montagne pare aver preservato la stessa aria purissima e le stesso stile di vita rilassato e a contatto con la natura dei nostri nonni, ed è qui che la famiglia Rasmo da cinque generazioni produce salumi d’eccellenza seguendo le ricette tradizionali del bergamasco.

La famiglia Rasmo è ormai alla quinta generazione di salumieri

Tra questi risalta senza dubbio il salàm de la bergamasca (Salame bergamasco in italiano), un prodotto simbolo della zona che non poteva ovviamente mancare nella produzione del salumificio Rasmo. Si tratta di un salame di alta qualità ottenuto con carni selezionate di Suino Pesante Italiano e arricchito con una particolare miscela di aromi, spezie e vino rosso tipica della tradizione bergamasca.

Il titolare dell’azienda, Giuseppe Rasmo, ha deciso di dar vita a una collaborazione con QualityChain, con lo scopo di raccontare nel dettaglio la passione e la sapienza che rendono il suo salàm de la bergamasca un prodotto unico, che per essere apprezzato appieno deve poter comunicare la sua storia e le sue tradizioni al consumatore finale.

salame con etichetta qr code maiale blockchain
Il salame dotato di QR code a forma di suino creato da QualityChain

Con questo obiettivo ogni confezione di salame bergamasco è stata dotata dell’esclusivo QR Code a forma di suino, attraverso il quale ogni consumatore può accedere alla storia del prodotto, interamente raccontata con testi e immagini e registrata con la tecnologia Blockchain, che rende ogni informazione indelebile e non modificabile.

Questa nuova collaborazione ci porta ancora un passo più vicini alla vision di QualityChain: un mondo in cui i produttori possono dedicare la loro attenzione non solo a vendere, ma anche e soprattutto a informare e educare sulla qualità dei prodotti.

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L’olio dell’Alto Tavoliere delle Puglie si racconta con QualityChain

Il pluripremiato Oleificio Borrelli ha scelto di utilizzare il QR Code di QualityChain per mostrare in maniera trasparente la sua storia e la sue tecniche ai consumatori.

Ci troviamo nell’Alto Tavoliere delle Puglie, a nord di Foggia. Tra San Severo, Torremaggiore e San Paolo di Civitate, si sviluppano distese di uliveti della cultivar Peranzana, dalle cui olive si produce un olio extravergine Pugliese di altissimo pregio. 

È qui che ha le sue radici l’Oleificio Borrelli, che da tre generazioni lavora i suoi terreni con cura e passione, in maniera del tutto naturale, senza l’utilizzo di prodotti chimici e pesticidi che possano intaccare la qualità del prodotto. Le olive sono raccolte a mano e lavorate mediante le più avanzate tecniche entro le 6/12 ore, molite e spremute a freddo, evitando la microfiltrazione per ottenere un olio di qualità superiore ed esaltare le caratteristiche della Peranzana.

Gli ulivi Peranzana dell’Oleificio Borrelli, potati a mano nutriti con concimi organici.

Ciò che ne risulta è un prodotto dagli aromi elegantissimi, dal fruttato intenso con sentori di mandorle e carciofi, e un gusto piacevolmente amaro e piccante, dotato di un eccellente intensità e persistenza.

Il titolare dell’azienda, Luigi Borrelli, ha deciso di dar vita a una collaborazione con QualityChain, con lo scopo di rendere completamente trasparente la filiera del suo olio, e offrire ai consumatori un’esperienza più piena e completa del suo prodotto. 

bottiglia di olio tracciato su blockchain
La bottiglia con il QR code a forma di oliva che ne racconta la storia con QualityChain

Con questo obiettivo ogni confezione di olio è stata dotata dell’esclusivo QR Code a forma di oliva, attraverso il quale ogni consumatore può accedere alla storia della filiera dell’olio, interamente raccontata con testi e immagini e registrata con la tecnologia Blockchain, che rende ogni informazione indelebile e non modificabile.

Questa nuova collaborazione ci porta ancora un passo più vicini alla vision di QualityChain: un mondo in cui i produttori possono dedicare la loro attenzione non solo a vendere, ma anche e soprattutto a informare e educare sulla qualità dei prodotti.

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La “Sicilianitudine infusa” amica della blockchain: un benvenuto ai Rosoli Gibisella!

QualityChain da oggi racconta i Rosoli, gli antichi liquori tradizionali prodotti secondo la tradizione a Porto Empedocle, città di Camilleri e Pirandello.

Ci troviamo a Porto Empedocle, un piccolo borgo affacciato sul mare e circondato dalla natura, a due passi da Agrigento e dalla Valle dei Templi. La cittadina, che ha dato i natali ai maestri della letteratura italiana Luigi Pirandello e Andrea Camilleri (e nella quale hanno trovato ispirazione le avventure del Commissario Montalbano) è uno scrigno di cultura e tradizione. 

Aerial view of the rocky white cliffs "Stair of the Turks", Sicily, Italy
Vista aerea della scogliera della “Scala dei Turchi”, nei pressi di Porto Empedocle

È qui che nascono i Rosoli Gibisella, liquori prodotti a partire da una ricetta che risale addirittura al periodo rinascimentale: fu infatti la corte di Caterina de’ Medici a diffonderne l’utilizzo nella penisola e addirittura in Francia. Oggi il rosolio sopravvive ed è diffuso soprattutto in Sicilia, Piemonte e Campania.

Il nome “rosolio” deriva da “ros solis”, rugiada di sole, e i suoi ingredienti sono piuttosto semplici: è preparato con acqua, alcool e zucchero in parti uguali, con l’aggiunta di una essenza che gli dà il nome. Limoni, mandarini, nespole, alloro e finocchietto sono solo alcune delle essenze utilizzate per conferire al liquore il suoi tipici aromi intensi e profumati. 

rosoli gibisella

La  leggenda vuole che Il primo rosolio sia stato prodotto dalle suore siciliane, e che lo usarono per salvare tantissime persone dal colera. Questo aneddoto ha donato al rosolio siciliano la fama di essere un potente toccasana, un concentrato di positività. E’ un’antica tradizione infatti, offrire o regalare il rosolio come segno di buon augurio.

Il brand Gibisella è giovane e nasce nel 2017, ma la passione e l’arte di produrre le specialità liquoristiche domestiche nella famiglia Gibilaro sono antichissime. Il titolare, Alfonso Gibilaro, è nato e cresciuto nel cuore di questa tradizione “Non ricordo di avere imparato a fare i rosoli, li ho fatti da sempre, una naturale attitudine, come camminare e parlare. Una passione ereditata che nel corso degli anni è cresciuta fino a diventare un impegno imprenditoriale quasi inevitabile

Il QR code a forma di bicchierino nato dalla partnership di QualityChain e Rosoli Gibisella

Gibilaro ha deciso di dar vita a una collaborazione con QualityChain, con lo scopo di rendere completamente trasparente la filiera del suo rosolio, e offrire ai consumatori un’esperienza più piena e completa del suo prodotto. Con questo obiettivo ogni bottiglia di rosolio è stata dotata dell’esclusivo QR Code a forma di bicchierino, attraverso il quale ogni consumatore può accedere alla storia del rosolio, interamente raccontata con testi e immagini e registrata con la tecnologia Blockchain, che rende ogni informazione indelebile e non modificabile.

Questa nuova collaborazione ci porta ancora un passo più vicini alla vision di QualityChain: un mondo in cui i produttori possono dedicare la loro attenzione non solo a vendere, ma anche e soprattutto a informare e educare sulla qualità dei prodotti.

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